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Trattamenti Rigenerativi In Patologie Osteoarticolari

I trattamenti con Plasma Ricco di Piastrine (PRP) sono una terapia rigenerativa biologica di recente scoperta e in ambito ortopedico possono facilitare ed accelerare i processi di guarigione tissutale nelle patologie osteo-articolari.Procedura mini-invasiva, la PRP consiste nel prelevare un piccolo campione di sangue dal paziente, in assoluta sterilità, centrifrugandone il plasma per ottenere un emo concentrato ricco di piastrine che viene poi iniettato nella zona da trattare.I vantaggi di questa terapia sono: riduzione del tono infiammatorio e del dolore e rigenerazione strutturale dei tessuti connettivi e condrali.

Trattamenti Rigenerativi In Patologie Osteoarticolari

Perché Centro Medico San Biagio

La nostra Struttura è certificata ed ha ottenuto la validazione da parte del Centro Immuno-trasfusionale della ULSS 4 Veneto Orientale, che effettua peraltro continui e periodici controlli di qualità, per garantire il rispetto delle procedure e delle normative di sicurezza da parte del personale medico ed infermieristico specializzato.

I trattamenti di PRP effettuati presso il nostro Centro per chi soffre di artrosi, tendinopatie croniche, lesioni muscolari e/o legamentose, vengono eseguiti, previa una opportuna consulenza, da personale specializzato e formato per garantire l'assoluta sterilità del prodotto pre- e post-prelievo venoso e somministrati da un medico.

ISO

certificazione ISO 9001

Certificazione ULSS Veneto Orientale

Trattamento personalizzato

I nostri medici
AF
Dott. Alex Faccinetto
EL
Dott. Enrico Lunardelli
Non in convenzione
  • Osteoartosi Al Ginocchio

    Il trattamento non invasivo per trattare e rallentare l'artrosi del ginocchio.

    L'osteoartrosi al ginocchio (gonartrosi) è una patologia caratterizzata da una progressiva degenerazione della cartilagine articolare del ginocchio, che include un'infiammazione delle articolazioni stesse ed il possibile coinvolgimento di ossa, muscoli e legamenti circostanti.

    Tra i principali sintomidi questa patologia troviamo: dolore durante movimenti e carico (come fare le scale o una passeggiata), rigidità, crepitii e gonfiore.

    Tra i fattori che incidono nello sviluppo di questa patologia ci sono: l’età (per via della naturale usura della cartilagine e dei menischi), il sovrappeso e l’obesità (a causa del sovraccarico di peso dato sulle articolazioni) oppure lesioni traumatiche con interessamento osteo-condrale o legamentoso.

    Le infiltrazioni di PRP sono un valido trattamento ambulatoriale nei casi di osteoartrosi, specie nei gradi lievi e moderati, per iniziare un percorso conservativo e migliorativo nei riguardi della cartilagine articolare sofferente, in quanto rappresentano una soluzione semplice, indolore e sicura per migliorare con la condizione clinica del paziente nel medio-lungo termine.

    I primi risultati sono apprezzabili dal paziente già a partire da circa un mese dall’inizio del trattamento e possono durare fino anche uno o due anni.

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  • Osteoartrosi Alla Caviglia

    Il trattamento non invasivo per trattare e rallentare l'artrosi della caviglia.

    L'osteoartrosi alla caviglia si caratterizza per una progressiva degenerazione della cartilagine articolare tibio-tarsica che può comportare un'infiammazione dell’articolazione, coinvolgendo anche ossa, muscoli e legamenti circostanti provocando nel paziente rigidità, ridotta mobilità, gonfiore, infiammazione e dolore persistente. Diversamente da altri tipi di artrosi, quella della caviglia nella maggioranza dei casi (circa i 2/3) si manifesta a seguito di eventi post-traumatici come distorsioni gravi o fratture.

    Per trattare questa patologia esistono diversi trattamenti tra cui le infiltrazioni, la fisioterapia e nei casi più gravi la chirurgia. Le infiltrazioni di PRP, come anche di acido ialuronico, corticosteroidi o cellule mesenchimali rappresentano una soluzione valida per ritardare la chirurgia, nei casi più gravi, e il rimedio più sicuro e veloce per alleviare l’infiammazione e conservare la cartilagine rimanente nei casi più lievi.

    Come per la gonartrosi al ginocchio, anche per la caviglia lo Specialista, analizzati i bisogni del paziente, può effettuare più sedute fino ad arrivare a circa tre applicazioni annue.

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  • Pseudoartrosi

    Il trattamento in PRP per le fratture non completamente guarite

    La pseudoartrosi è la condizione per cui una frattura non guarisce quando sono trascorsi circa 6 mesi dal momento del trauma.

    Ci sono due tipi di pseudoartrosi: la pseudoartrosi ipertrofica, causata da insufficiente stabilità del mezzo di trattamento che genera un callo osseo abbondante ma incompleto; la pseudoartrosi atrofica, dovuta alla mancata formazione di callo osseo, spesso legata a problemi di vascolarizzazione o trofismo calcare osseo.

    In entrambi questi casi, una via indicata per la guarigione è quella dell'intervento chirurgico, atto a stabilizzare la zona colpita.

    In alternativa, la scelta può ricadere su un trattamento conservativo, utile soprattutto per i pazienti che si sono già sottoposti a precedenti interventi chirurgici invasivi: lo schema terapeutico in questione prevede la combinazione tra iniezione di PRP - un composto con forte potenziale rigenerativo - e terapia ad onde d’urto focalizzata.

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  • Lesione / Ricostruzione Legamento Crociato Anteriore

    La soluzione non invasiva per far guarire i legamenti lesionati nel ginocchio

    Quando si parla di lesione parziale del legamento crociato anteriore si intende un tipo di lesione che interessa alcune delle fibre del legamento interessato, ma non nella sua interezza, con tendine che pertanto permane ancorato e normalmente caratterizzato da un grado di tensione residua.

    Anche questa lesione può essere trattata con PRP: scegliendo un approccio conservativo senza intervento chirurgico, infatti, con le infiltrazioni di questo composto derivato dal sangue del paziente si può aiutare la stabilizzazione della lesione legamentosa.

    Una scelta che può fare al caso di tutti coloro che, non praticando attività sportive eccessivamente traumatiche, puntano a scegliere un trattamento di cura non invasivo.

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  • Tendinopatia Rotulea

    Il trattamento per alleviare e risolvere una delle tendinopatie più diffuse

    La tendinopatia rotulea - o “ginocchio del saltatore” - è una lesione del tendine che collega la rotula alla tibia e che riguarda prevalentemente gli atleti che nello sport eseguono salti ripetuti.

    Un’infiammazione di questo tipo può essere causata anche da un’eccessiva intensità negli allenamenti o dal tipo di superficie su cui l’atleta atterra dopo un salto, ad esempio una superficie dura che non asseconda l’atterraggio del saltatore.

    La tendinopatia rotulea si verifica quando il corpo non riesce più a guarire i microtraumi a cui è sottoposta quell’area. È qui che insorge il dolore nei movimenti che prevedono l’estensione del ginocchio, costringendo l’atleta a fermarsi e aspettare che svanisca il fastidio.

    Presso il Centro Medico San Biagio è possibile intervenire su queste lesioni con iniezioni di PRP - un composto ricavato dal sangue del paziente. Grazie a due inoculazioni a distanza di circa 15 giorni l’una dall’altra, il paziente vedrà annullarsi i disagi per almeno sei mesi. Nel caso il dolore dovesse ripresentarsi dopo questo periodo, il trattamento può essere ripetuto.

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  • Trattamento Infiltrativo Delle Epicondiliti

    La terapia con il PRP per risolvere il cosiddetto “gomito del tennista”

    L’epicondilite è un disturbo dovuto alla del tendine comune degli estensori alla sua inserzione ossea sul condilo omerale esterno. Comunemente chiamato “gomito del tennista” questo disturbo può causare dolore anche molto intenso ed è una conseguenza del sovraccarico tendineo dovuto a una continua sollecitazione dei muscoli estensori, ovvero tutti i muscoli che permettono l’estensione del polso e delle dita della mano.

    Chi soffre di epicondilite prova spesso dolore quando svolge come sollevare le braccia, sollevare oggetti o movimenti di rotazione dell’avambraccio e polso.

    Questa condizione può essere trattata con le infiltrazioni di PRP, determinanti per migliorare la situazione grazie alle capacità rigenerative di questo composto derivato dal sangue del paziente. Con questo tipo di trattamento, il dolore tende a diminuire a circa quattro settimane dalla prima sessione.
    Si può arrivare fino a tre o quattro sedute ad intervalli di due settimane, visto che parliamo di una zona spesso sovraccaricata anche nei piccoli movimenti della quotidianità.

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  • Infiammazione Tendine D'Achille

    Come alleviare l’infiammazione cronica al tendine che, nel corpo umano, è sottoposto ai maggiori carichi

    L’infiammazione al tendine d’Achille è una patologia che causa dolore al tallone e al retropiede, gonfiore e forti limitazioni funzionali.

    È una condizione che si verifica spesso nei corridori, che sottopongono quell’area a forti sforzi durante il proprio allenamento, ma colpisce anche chi ha uno stile di vita piuttosto sedentario. È il tendine che, più di tutti nel nostro corpo, sopporta il maggior carico anche nelle più semplici attività quotidiane: nella camminata, ad esempio, è il tendine d’Achille a trasmettere tutta l’energia e a supportare il peso del nostro corpo.

    Le iniezioni di PRP possono giocare un ruolo fondamentale nella cura della tendinopatia al tendine d’Achille. Grazie a 2 inoculazioni di questo composto derivato dal sangue del paziente, da effettuare a distanza di circa 15 giorni l’una dall’altra, i disagi di questa patologia possono scomparire per almeno sei mesi. Nel caso il dolore dovesse ripresentarsi dopo questo periodo, il trattamento può essere ripetuto.

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  • Lesione Della Cuffia Dei Rotatori

    Un trattamento in PRP per alleviare il dolore e l’infiammazione alla spalla

    La cuffia dei rotatori è una delle parti più importanti della spalla, un insieme di quattro muscoli e quattro tendini che permette l'articolazione della spalla nelle varie direzioni e consente la stabilità della stessa.
    Una sua lesione è una condizione comune nei pazienti anziani e può verificarsi anche in chi, nel tempo, ha sottoposto l’area a sforzi continuativi e spropositati, come sollevare pesi frequentemente senza una meccanica corretta.

    Le infiltrazioni di PRP possono aiutare notevolmente chi soffre di questo tipo di lesione, visto che favoriscono la rigenerazione e, inoltre, sono in grado di lenire l’infiammazione. Quest’ultimo aspetto è fondamentale, visto che è proprio l’infiammazione una delle cause principali della degenerazione dei tessuti.

    È possibile che il protocollo preveda più di una seduta, a distanza di qualche settimana dalla prima infiltrazione. Nelle 48 ore successive al trattamento, è consigliato restare a riposo e non sforzare l’area interessata.

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  • Altre Patologie Osteo-Muscolari Legamentose

    Le infiltrazioni per guarire lesioni muscolari o per avere integrare un trattamento a margine di un intervento

    Il PRP in ortopedia viene utilizzato per stimolare i processi naturali di guarigione del corpo, migliorare la funzione articolare, ridurre il dolore e favorire un recupero più rapido. L’efficacia di questa tecnica dipende dalle caratteristiche individuali del paziente e dalla specificità della condizione trattata.
    Un ortopedico o clinico esperto valuta attentamente il quadro clinico per determinare se il trattamento con PRP è indicato.

    Questa metodica trova applicazione anche nel trattamento di diverse lesioni muscolari o articolari, come strappi o distorsioni, in cui le piastrine favoriscono la riparazione dei tessuti danneggiati e velocizzano il recupero.

    Inoltre, il PRP può essere impiegato come supporto durante interventi di chirurgia ortopedica, ad esempio in operazioni di ricostruzione legamentosa o riparazione della cartilagine, per ottimizzare il processo di guarigione post-operatoria.

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Domande frequenti
  • Quante sedute sono necessarie e dopo quanto tempo si vedono i risultati delle infiltrazioni di PRP (plasma autologo ricco di piastrine)?

    Un ciclo terapeutico standard prevede generalmente da 2 a 3 infiltrazioni, eseguite a distanza di circa 14-21 giorni l'una dall'altra, e può cambiare in base al tipo di patologia che si sta trattando. Poiché i fattori di crescita necessitano di tempo per stimolare la rigenerazione tissutale, il beneficio non è immediato ma i primi risultati tangibili, come anche la riduzione del dolore, si avvertono già a partire dalla terza/quarta settimana dal completamento del ciclo.

  • La procedura è dolorosa? Richiede l’anestesia?

    L’infiltrazione con PRP è una procedura minimamente invasiva, molto ben tollerata e generalmente non richiede nessun tipo di anestesia. La sensazione percepita dal paziente è paragonabile a quella di una comune iniezione. Durante l’inoculazione del PRP si può avvertire una sensazione di pressione interna e un bruciore localizzato che dura pochi secondi. Se lo specialista lo ritiene necessario, può essere somministrata un’anestesia locale per ovviare a queste sensazioni.

  • Esistono rischi di rigetto o reazioni allergiche?

    No, il rischio di reazioni allergiche o di rigetto è completamente assente. Il PRP è difatti un preparato biologico autologo, cioè è ottenuto esclusivamente dal sangue del paziente stesso. Questa caratteristica lo rende uno dei trattamenti biologici più sicuri in assoluto, privo degli effetti collaterali tipici dei farmaci di sintesi iniettati per via intra-articolare.

  • Cosa fare e cosa evitare dopo l’infiltrazione?

    Il paziente, dopo il trattamento, può tornare a casa in completa autonomia. Si consiglia il riposo per le prime 24-48 ore, evitando ogni tipo di sforzo intenso o attività sportiva. Se si nota un lieve indolenzimento nell’area trattata è possibile applicare del ghiaccio, mentre è assolutamente vietato assumere farmaci antinfiammatori (FANS) in quanto questi medicinali andrebbero a bloccare l’azione rigenerativa naturale dei fattori di crescita rilasciati dalle piastrine. Se necessario, lo specialista indicherà ulteriori accorgimenti e/o indicazioni da seguire.

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